Ti sei mai chiesto o chiesta come possiamo operare nei vari reparti? Te lo raccontiamo in questa serie, in cui approfondiamo la musicoterapia come strumento di cura e supporto per pazienti e famiglie.
Lavorare con i pazienti cardiologici e di terapia intensiva
Negli ultimi anni abbiamo collaborato con medici, infermieri, psicologi e specialisti nei reparti di cardiologia e nelle terapie intensive cardiologiche. In questi contesti altamente specializzati cresce sempre di più l’attenzione verso interventi capaci di migliorare la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie. È qui che entra in gioco la musicoterapia: i pazienti che convivono con patologie cardiache complesse, come lo scompenso cardiaco avanzato o le cardiopatie congenite severe, manifestano sempre di più la necessità di affrontare la malattia anche agendo sul benessere emotivo e sensoriale.
Collaborando con l’équipe sanitaria, con la musicoterapia riusciamo ad alleviare sintomi fisici come il dolore, ma anche sofferenze meno visibili, come l’ansia, la paura e il senso di incertezza che spesso accompagnano il ricovero.
Nelle terapie intensive cardiologiche, dove le condizioni cliniche possono cambiare rapidamente, le terapie non farmacologiche aiutano a mantenere al centro la persona e la sua dignità. Anche per i familiari rappresentano un sostegno importante nei momenti più difficili, favorendo ascolto, comunicazione e accompagnamento.
La musicoterapia come supporto clinico
Come musicoterapeuti utilizziamo la musica come terapia non farmacologica. Non siamo solo lì con chitarre e ukulele, ma interveniamo per costruire insieme al paziente un intervento personalizzato basato sulla relazione, sull’ascolto e sulle esigenze della persona.
Attraverso l’ascolto guidato, la voce, il canto o l’improvvisazione musicoterapica, aiutiamo il paziente stimolando la sua energia creativa per trovare uno spazio di calma e di espressione emotiva anche durante momenti particolarmente complessi del ricovero.
L’intervento del musicoterapeuta viene programmato all’interno del percorso assistenziale e concordato con l’équipe sanitaria. Può essere attivato in diverse situazioni:
- durante il ricovero per ridurre ansia e stress;
- prima di procedure diagnostiche o interventistiche particolarmente invasive;
- nel periodo post-operatorio per favorire il rilassamento e il recupero;
- nei percorsi di terapia non farmacologica, per migliorare il comfort e sostenere il benessere emotivo;
- nei momenti di particolare fragilità psicologica del paziente e dei familiari.
Il professionista valuta le condizioni cliniche, le preferenze musicali e gli obiettivi terapeutici della persona, costruendo interventi personalizzati che possono prevedere ascolto musicale, improvvisazione, canto o attività relazionali mediate dalla musica.
L’importanza della musicoterapia per i bambini
La presenza del musicoterapeuta assume un valore ancora più significativo nei reparti pediatrici di cardiologia e cardiochirurgia. I bambini e gli adolescenti ricoverati possono vivere il percorso ospedaliero come un’esperienza carica di paura, dolore e incertezza. La musica offre un linguaggio immediato e universale che permette loro di esprimere emozioni difficili da verbalizzare.
Nei neonati e nei bambini molto piccoli, il musicoterapeuta utilizza suoni delicati, la voce e semplici strumenti musicali per favorire calma e contenimento emotivo. Nei bambini più grandi, le attività musicali possono diventare un’occasione di gioco, partecipazione e comunicazione, aiutandoli a mantenere un senso di normalità durante il ricovero.
La musicoterapia può essere impiegata prima degli interventi chirurgici per ridurre l’ansia preoperatoria, durante la degenza per sostenere l’adattamento all’ambiente ospedaliero e nelle fasi di riabilitazione per favorire il recupero psicologico. Anche i genitori beneficiano di questo supporto, trovando nella musica uno spazio di condivisione e sollievo emotivo.
Un percorso di cura sempre più centrato sulla persona
Lavorando ogni giorno accanto ai professionisti della salute, siamo convinti che l’integrazione tra cardiologia, terapie non farmacologiche e musicoterapia rappresentino una delle espressioni più complete della medicina centrata sulla persona.
Il nostro obiettivo non è sostituire le cure mediche, ma affiancarle, offrendo uno spazio in cui il paziente possa sentirsi ascoltato, accolto e sostenuto. La musica diventa così un ponte tra competenza clinica e dimensione umana, contribuendo a migliorare la qualità della vita durante il percorso di cura.
In un ospedale sempre più orientato alla personalizzazione dell’assistenza, la collaborazione tra medici, infermieri, psicologi, palliativisti e musicoterapeuti permette di costruire interventi realmente integrati, capaci di rispondere ai bisogni della persona nella sua globalità, sia essa un adulto, un bambino o un adolescente.
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